Pedaversi

· La poesia si avvicina alle verità essenziali più della storia.

Platone

La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l’aria
riesce a passare.

Kahlil Gibran

             Cuore mio…

Cuore, mio cuore, turbato da affanni senza rimedio,
sorgi, difenditi, opponendo agli avversari
il petto; e negli scontri coi nemici poniti, saldo,
di fronte a loro; e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;
vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori
non troppo: apprendi la regola che gli uomini governa.

Archiloco

                                                             XVII sonetto

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.


T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

da Cento sonetti d’amore

 Pablo Neruda

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

Pablo Neruda

da Venti poesie d’amore e una canzone disperata

“Che io possa vivere contento del poco né sempre esser dedito a lontane spedizioni!

Non ricerco ricchezze né la rendita degli antenati, che la messe ben riposta portò all’antico avo;

è sufficiente un piccolo campo, è sufficiente riposare in un letto, se è possibile, e riposare le membra sul solito divano.

Come è piacevole ascoltare sdraiato i venti furiosi e trattenere al tenero seno la propria donna o, quando l’austro invernale rovescia le gelide acque, continuare tranquillo i sogni mentre la pioggia concilia il sonno .

Questo mi tocchi in sorte: sia ricco a buon diritto chi riesce a sopportare il furore del mare e le opprimenti piogge.

Oh, vada in malora tutto l’oro e le pietre preziose che esistono, piuttosto che qualche ragazza pianga per i nostri viaggi .

A te si addice, o Messalla, combattere per terra e per mare, perché la tua dimora ostenti le spoglie nemiche; (invece, per quanto mi riguarda) mi trattengono i legami di una bella ragazza, e siedo come uno schiavo portinaio davanti alle crudeli porte .

Non mi importa essere lodato, o mia Delia; purché sia soltanto con te, prego, mi chiamino vile e pigro.

Che io possa guardarti, quando sarà giunta la mia ora, e possa io tenerti morente mentre la mano verrà meno.

Albio Tibullo Corpus Tibullianum Liber I.

AMARE E VOLER BENE

 Dicevi una volta di conoscere solo Catullo, Lesbia,nè di voler preferire Giove a me. Ti ho amata allora non tanto come il volgo l’amica, ma come un padre ama i figli e i generi. Ora ti ho conosciuta: perciò anche se brucio più intensamente, tuttavia per me sei vile e vali molto meno. ‘Come è possibile’? dici. Perché un’ingiuria tale costringe un amante ad amare di più,ma a voler bene di meno.

ODIO E AMO

Odio e amo. Forse ti chiederai perché faccio questo, non lo so, ma è ciò che mi accade e me ne strazio. (Gaio Valerio Catullo – Canti) .

        La città

Hai detto: “Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina”.

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’è nave non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.

             Costantino Kavafis (Kostantinos Petrou Kavafis)

Sono una stella

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte si infuria,

che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell’orgoglio e dall’orgoglio tradito,
sono il re senza terra.

Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

Hermann Hesse

A volte Dio

A volte Dio
uccide gli amanti
perché non vuole
essere superato
in amore.

ALDA MERINI

L’ode del sublime – Saffo

Mi sembra simile agli dei Quell'uomo che siede avanti a te e ti ascolta mentre parli e dolcemente sorridi; 
e questo fa balzare il mio cuore nel petto, 
non appena ti guardo, anche per un momento solo, 
nulla più di voce mi resta, subito la lingua mi si blocca, un fuoco sottile mi pervade le membra,
più nessuna cosa vedo con gli occhi, le orecchie tintinnano di un loro suono, il sudore mi bagna, 
e mi sento tutta tremante, sono più verde dell'erba, e di poco poco sono lontana dalla morte.

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